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Traduzione Interlineare

Terzo Capitolo

 

 

Nella versione interlineare in lingua inglese è stato possibile aggiungere ampie porzioni del dizionario etimologico, di note, spiegazioni e commenti dello stesso d’Olivét, tratte dalle edizioni inglesi e francesi, prive dei diritti d’autore; inoltre è stato aggiunto il metodo, specificato e dettagliato, impiegato per risalire alle radici etimologiche, determinante nella scelta delle accezioni, per cui la sua consultazione è molto più esaustiva della presente.

In questa sezione le vocali del testo ebraico risultano notevolmente compromesse dalla riproduzione. Comunque il testo originale, sul quale è fondata l’opera di d’Olivét e questo stesso restauro, era privo di vocali, le quali sono state aggiunte in epoca successiva.

L’argomento o gli argomenti principali del capitolo coincidono con l’argomento etimologico del nome del numero tre, cioè la misura, la proporzione fra i componenti di una qualsiasi cosa. Lo stesso argomento è quasi sempre presente anche nel terzo, tredicesimo e ventitreesimo versetto di ogni capitolo.

Per visualizzare la lingua ebraica, scritta da destra a sinistra, è necessario che il computer dell’utente sia fornito dei font della lingua ebraica (vedi homepage).

 

 

 

 

Traduzione dal dizionario etimologico

3:1 E l’istinto era il preminente di tutta la vita nella natura che l’Eterno Dio aveva fatto; e disse alla facoltà di intendere e volere, perché Dio dice non mangiate tutte le sostanze per il corpo organico?

Versione biblica “Luzzi Riveduta”

3:1 Or il serpente era il più astuto di tutti gli animali dei campi che l'Eterno Iddio aveva fatti; ed esso disse alla donna: 'Come! Iddio v'ha detto: Non mangiate del frutto di tutti gli alberi del giardino?'

 

vx'N"h;w>

E l’istinto vitale, l’istinto di conservazione

hy"åh'

Era

~Wrê[

Il dilatatore, l’estensore dello sviluppo materiale

lKomi

Di tutta

tY:åx;

La vita

hd<êF'h

Della natura

rv<ïa];

Che

hf'Þ[

(Aveva) fatto

hw"åhy

L’Eterno

~yhi_l{a

Dio

rm,aYO’w

E disse [1]

hV'êaih'ä-la

Alla facoltà di intendere e volere

@a

Perché

rm:åa'-yKi

La causa di dire

~yhiêl{a/

Dio

al

Non

Wlêk.ato

Alimentarvi

lKoßm

Di ogni

#[eî

Sostanza fisica

`!G")h;

Per il corpo organico

[1] Il significato di questa parola è sempre relativo a chi la esprime, sia esso un essere, una facoltà o un oggetto; è la dichiarazione, la manifestazione, la riflessione all’esterno. Riguardo al termine serpente, inteso quale strumento tentatore del diavolo, in questa breve nota possiamo solo far rilevare che i termini demone, diavolo, demonio, satana, ecc. sono estranei a tutti i cinque libri che compongono la Torah, cioè Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio. Se escludiamo Gen. 3.1 non compare mai nessuna citazione a riguardo, se non quando vengono usati i termini capro o natura per esprimere il concetto di sacrifici offerti a idoli; e nemico o avversario, per esprimere l’ira di Dio mediante un proprio angelo, verso Balaam (Num. 22.22/32).

 

 

 

 

3:2 E la facoltà di intendere e volere disse all’istinto, possiamo mangiare ogni sostanza e frutto per il corpo.

3:2 E la donna rispose al serpente: 'Del frutto degli alberi del giardino ne possiamo mangiare;

 

rm,aToïw

E lei disse

hV'Þaih'

La facoltà

vx'_N"h;-la

All’istinto

yrIïP.mi,

Del frutto, del prodotto, dell’effetto della

!G"ßh;-#[

Sostanza fisica che sviluppa consolidando il corpo organico

`lke(anO

Ci (possiamo) alimentare

 

 

 

 

3:3 Ma il frutto che è nel punto in cui si forma il corpo, Dio dice di non mangiarne e non svilupparci fisicamente, estendendoci dalla nostra essenza.

3:3 ma del frutto dell'albero ch'è in mezzo al giardino Iddio ha detto: Non ne mangiate e non lo toccate, che non abbiate a morire'.

 

yrIåP.miW

Ma del frutto, dell’effetto

#[eh'

Della sostanza fisica che cresce, si sviluppa consolidando

rv<åa

Che (è)

è!G"h;-%AtB

Nel punto in cui si forma il corpo organico

rm:åa'

Dice

~yhiªl{a/.]

Dio

al{Ü

Non [1]

Wlk.ato

Alimentatevi

WNM,êmi

Di ciò

al{ïw

E non

W[ßG>ti

Sviluppatevi organicamente

AB

In esso

.-!P,

Per tema ché, affinché non

`!Wt)muT

Generate il vostro sviluppo

[1] Se il restauro del testo originale è corretto, qual è il motivo di questo strano ordine? È il fatto che Dio ci ha creati simili a lui ma non identici a lui, non cloni di lui. Poiché ogni cosa creata da lui non è altro che una sua emanazione, non è altro che un’estensione di se stesso, come lo è l’intero Universo. A quanto possiamo constatare, Dio ci ha creati simili a lui ma ha voluto che fossimo diversi da lui, liberi e indipendenti, mediante la nostra facoltà di intendere e volere; e il modo per assicurarsi che fosse a tutti gli effetti libera e indipendente, dalla Sua volontà, è stato quello di porla di fronte a un divieto (identico a quello in Gen. 9.4, Non uccidere). Poiché se un divieto o un ordine simile lo avesse impartito alla Flora, alla Fauna o all’Universo stesso, non avrebbero potuto fare altro che rispettarlo.

 

 

 

 

3:4 E l’istinto disse alla facoltà di intendere e volere: no, non svilupperete dalla vostra essenza estendendovi.

3:4 E il serpente disse alla donna: 'No, non morrete affatto;

 

rm,aYOðw

E disse

vx'ÞN"h

L’istinto

hV'_aih'(-la,;:

Alla facoltà

tAmß-al

Non sviluppando

`!Wt)muT

Voi svilupperete estendendovi

 

 

 

 

3:5 Perché Dio sa che nel giorno in cui ne mangerete, si apriranno i vostri corpi e sarete come Dio, coscienti della generazione e delle forme fisiche.

3:5 ma Iddio sa che nel giorno che ne mangerete, gli occhi vostri s'apriranno, e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male'.

 

yKi…

Poiché

[;dEäyO

Egli sa

~yhiêl{a/

Dio

yKiª.

Che

‘~AyB

Nel giorno

~k,äl.k'a

Alimentarvi

WNM,êmi].

Della qualità sua

Wxßq.p.nIw>

Che si apriranno, allargheranno, estenderanno per comprendere

~k,_ynEy[

La corporeità fisica e sensibile di voi

‘~t,yyIh.wI

E sarete

~yhiêl{aKe

Conformi a Dio

y[eÞd>yO

Rivelati, mostrati, manifestati nel

bAjï

L’effetto prodotto; nella germinazione; nella generazione; nella propagazione

`[r"(w

E (in ciò che) determina, origina, emana le sensazioni, la realtà fisica, la realtà materiale

 

 

 

 

3:6 La facoltà di intendere e volere vide che quella sostanza era efficace per completare, che perfezionava e completava l’esistenza, che era desiderabile per produrre il corpo; e così ne assimilò l’effetto, ne diede anche all’essere suo e l’essere umano ne assimilò.

3:6 E la donna vide che il frutto dell'albero era buono a mangiarsi, ch'era bello a vedere, e che l'albero era desiderabile per diventare intelligente; prese del frutto, ne mangiò, e ne dette anche al suo marito ch'era con lei, ed egli ne mangiò.

 

ar<Teäw

E lei vide

hV'‡aih'(:

La facoltà

yK

Che

•bAj

(Era) efficace, efficiente, effettiva, buona

#[e’h'

La sostanza fisica che cresce, si sviluppa consolidando

lk'øa]m;l

Quale strumento della potenza generativa che manifesta all’esterno la realizzazione

ykiów>.

E che

aWhå-hw"a]t;(

Ciò (era) desiderabile

~yIn:©y[el'

Per le corporizzazioni, le manifestazioni/ambiti dell’esistenza fisica

dm'Ûx.n<w>

E che estendeva, completava l’esistenza

‘#[eh'

La sostanza fisica che cresce, si sviluppa consolidando

lyKiêf.h;l

Per perfezionare, completare

xQ:ïTiw

Ed ella (ne) prese

Ayàr>Pimi

Dell’effetto, frutto suo

lk;_aTow

Ed ella (ne) assimilò, appropriò, integrò

!TEôTiw

Ed ella (ne) diede

Hv'²yail.-~G

Anche al suo essere

HM'Þ[i:

Insieme (a) lei

`lk;(aYOw

Ed egli (ne) assimilò

 

 

 

 

3:7 Allora si aprì la loro esistenza fisica e furono consci della loro progressione fisica; generarono l’essere effettivo e determinato e si fusero insieme nella loro sfera di attività.

3:7 Allora si apersero gli occhi ad ambedue e s'accorsero ch'erano ignudi; e cucirono delle foglie di fico, e se ne fecero delle cinture.

 

‘hn"x.q;’P'Tiw

E si aprì, allargò, estese loro per comprendere

ynEåy[

La corporeità, la manifestazione/ambito dell’esistenza fisica

~h,êynEv

Di loro due

W[êd>YEåw:.

E percepirono

yKiî

Che

~MiÞrUy[

Manifesta fisicità progressiva, crescente

~he_

Essi (avevano)

WrP.t.YIw:)

E si produssero, generarono, effettuarono

hleä[]

Lo sviluppo, l’elevazione de

hn"ëaet

L’essere prodotto e determinato

Wfï[]Y:w:.

E aggregarono

~h,Þl'

Verso di essi

tro)gOx

Orbita, sfera di attività

 

 

 

 

3:8 E assimilarono la realtà fisica di quelle facoltà che l’Eterno Dio aveva preordinato per quel giorno; e l’essere umano e la sua facoltà pervennero all’esistenza manifesta attraverso la presenza dell’Eterno Dio nel punto in cui si forma la sostanza fisica del corpo.

3:8 E udirono la voce dell'Eterno Iddio, il quale camminava nel giardino sul far della sera; e l'uomo e sua moglie si nascosero dalla presenza dell'Eterno Iddio, fra gli alberi del giardino.

 

W[úm.v.YIw

E si dispose in loro la crescita fisica

lAq’-ta/

Delle facoltà autonome/meccaniche che si dispiegano [1]

hw"ôhy

(Che) l’Eterno

~yhi²l{a

Dio

%LEïh;t.mi

(Aveva) preordinato, rilasciato, liberato, delegato

!G"ßB

Nel corpo organico

x:Wrål

Nell’atto di emanare l’esistenza

~AY=h

Di quel giorno (il settimo)

aBe’x;t.YIw

E pervenne ad esistenza sensibile

~d"øa'h'

L’essere umano

ATªv.aiw

E la sua facoltà

ynEP.mi

Per la presenza dell’

hw"åhy

Eterno

~yhiêl{a

Dio

%AtßB

Nel punto in cui si forma

#[eî.

La sostanza fisica che cresce, si sviluppa consolidando

`!G")h

Il corpo organico

[1] Sebbene il termine ebraico che significa la voce, il suono sia molto simile a questo, poiché la radice della parola è la stessa ma diversamente modificata, il significato qui è: Ogni forza cieca, meccanica che si dispiega, che agisce. Questa termine è presente otto volte nei dieci capitoli della Creazione e in ogni versetto esprime sempre ciò che noi chiamiamo forze della natura; cioè tutti quei fattori autonomi, automatici o meccanici che permettono e mantengono la vita e l’esistenza dell’intero universo.

 

 

 

 

3:9 E l’Eterno Dio chiamò l’essere umano dicendogli, dove ti ha portato la tua facoltà di intendere e volere?

3:9 E l'Eterno Iddio chiamò l'uomo e gli disse: 'Dove sei?' E quegli rispose:

 

ar"²q.YIw

E chiamò

hw"ïhy

L’Eterno

~yhiÞl{a

Dio

~d"_a'h'(-la

L’essere umano

rm,aYOðw

E disse

Al

A lui

`hK'Y<)a

Dove di te? (Dove ti ha portato la tua facoltà?)

 

 

 

 

3:10 Ho assimilato le tue facoltà nel corpo, e ho visto la mia crescita e la mia manifestazione.

3:10 'Ho udito la tua voce nel giardino, e ho avuto paura, perch'ero ignudo, e mi sono nascosto'.

 

rm,aYO¨w

Ed egli disse

^ïl.qo-ta

L’essenza delle tue facoltà autonome/meccaniche, preordinate in Natura

yTi[.m;Þv'

(Hanno) disposto in me la crescita materiale, fisica

!G"+B

Nel corpo

ar"²yaiw

E ho visto

~roïy[e-yKi

Che si manifesta la fisicità progressiva, crescente

ykinOàa

Del corpo-persona di me

`abe(x'aew

Che (sono) pervenuto ad esistenza sensibile, manifesta, patente

 

 

 

 

3:11 Allora Dio disse, chi ti ha mostrato la tua crescita e forma esteriore, se non quella sostanza che ti avevo negato?

3:11 E Dio disse: 'Chi t'ha mostrato ch'eri ignudo? Hai tu mangiato del frutto dell'albero del quale io t'avevo comandato di non mangiare?'

 

rm,aYw:

E disse

ymi…

Chi, cosa

dyGIåhi

Ha riflesso, specchiato

^êl

A te

yK

Che

~roßy[

La progressiva e crescente manifestazione fisica

hT'a

Della tua essenza

#[eªh'-!mih

(Se non) quel tipo di sostanza fisica che cresce, si sviluppa consolidando

rv<ôa

La quale

^yti²yWIci

Io ti ho prescritto, indirizzato

yTiîl.bil

Per niente, affatto

WNM,Þmi-lk'a

Alimentare di quel tipo

`T'l.k'(a'

Alimentarti

 

 

 

 

3:12 E l’essere umano rispose, la facoltà di intendere e volere che hai messo con me, lei me ne ha data e io l’ho assimilata.

3:12 L'uomo rispose: 'La donna che tu m'hai messa accanto, è lei che m'ha dato del frutto dell'albero, e io n'ho mangiato'.

 

rm,aYOàw

E disse

~d"_a'h'

L’essere umano

‘hV'aih'

La facoltà di intendere e volere

rv<åa

Che

hT't;än

(Hai) messo tu

ydIêM'[

Insieme a me, con me

awh

Lei

yLiî-hn"t.n")

Dato a me

#[eÞh'-!mi

Quel tipo di sostanza fisica che cresce, si sviluppa consolidandosi

`lke(aow

E io l’ho assimilata

 

 

 

 

3:13 Allora l’Eterno Dio disse alla facoltà di intendere e volere, perché hai fatto così? E la facoltà di intendere e volere rispose, l’istinto mi ha alterata e io l’ho assimilata.

3:13 E l'Eterno Iddio disse alla donna: 'Perché hai fatto questo?' E la donna rispose: 'Il serpente mi ha sedotta, ed io ne ho mangiato'.

 

rm,aYO“w:

E disse

hw"ôhy

L’Eterno

~yhi²l{a

Dio

hV'Þail'

Alla facoltà di intendere e volere

taZOæ-hm

Perché ciò

tyfi_[

Hai fatto?

‘rm,aTo’w

E lei disse

hV'êaih'(

La facoltà di intendere e volere

vx'îN"h

L’istinto

ynIa:ßyVihi

Mi ha alterata, turbata

`lke(aow

E io ne ho assimilato

 

 

 

 

3:14 Così l’Eterno Dio disse all’istinto, in virtù di ciò che hai fatto, sei costituito in tutti gli animali e in tutta la vita della natura a trasmettere la tua tendenza; il tuo fine sarà sempre compiere lo sviluppo e la crescita fisica.

3:14 Allora l'Eterno Iddio disse al serpente: 'Perché hai fatto questo, sii maledetto fra tutto il bestiame e fra tutti gli animali dei campi! Tu camminerai sul tuo ventre, e mangerai polvere tutti i giorni della tua vita.

 

rm,aYOw

E disse

hA'’hy>

L’Eterno

~yhiîl{a

Dio

évx'N"h;-la

All’istinto

yK

Poiché

t'yfiä[

Hai fatto

ètaZO

Ciò

rWrÜa

(Sia) costituita, determinata, prodotta, attivata [1]

‘hT'a

La tua essenza

hm'êheB.h;-lK'mi

In tutti i quadrupedi

lKoßmiW

E in tutta la

tY:åx

Vita de

hd<_F'h

La natura

^ån>xoG>-l[;;;

Ad estendere e produrre la tua tendenza e inclinazione

%leête

Sarai finalizzato, delegato a trasmettere

rp"ï['w

E per la crescita fisica, per lo sviluppo della realtà fisica e materiale

lk;ÞaTo

Sarai finalizzato, tenderai alla perfezione, realizzazione

ymeîy>-lK'

Ogni giorno della

`^yY<)x

Tua esistenza

[1] Questa parola ebraica non significa maledetto poiché non è quella radice, la cui forma intensiva  rra  sviluppa le idee di maledizione ed esecrazione. Questa è l’unione della radice  ra  con il segno  r  il quale come segno grammaticale è il segno del movimento proprio; il segno originale, frequentativo o reiterativo, immagine del rinnovamento delle cose, quanto al loro movimento. Così, alla radice  ra  AR, che significa “ciò che è forte, vigoroso, produttivo; il fuoco, l’ardore, l’azione di ardere” è aggiunta la lettera  r  R; che, come possiamo facilmente vedere in qualsiasi lingua, all'inizio e alla fine di parole, ne reitera o ne induce l’azione: ri-chiama, ri-porta, ri-marca; chiama-re, porta-re, marca-re, ecc.. Vedi anche Gen. 3.17; 4.11; 5.29; 9.25.

 

 

 

 

3:15 Vi farò contrapposti, tu e la facoltà di intendere e volere e saranno opposte le vostre finalità; le sue finalità limiteranno il tuo potere e tu limiterai le conseguenze delle sue finalità.

3:15 E io porrò inimicizia fra te e la donna, e fra la tua progenie e la progenie di lei; questa progenie ti schiaccerà il capo, e tu le ferirai il calcagno'.

 

hb'äyaew

E riduzione, contrazione del volere

tyviªa

Io disporrò

‘^n>yBe

Fra te (istinto)

!ybeäW

E fra

hV'êaih'(

La facoltà di intendere e volere

!ybeîW

E fra

^ß[]r>z:

La tua diffusione fisica; il tuo seme

!ybeäW

E fra

H['_r>z

La sua diffusione fisica; il suo seme

aWh…

Esso (il suo seme, la diffusione fisica della facoltà di intendere e volere)

^åp.Wvy>

Soffocherà, comprimerà, ridurrà a te

varoê

Il (tuo) principio, la (tua) causa, il (tuo) fondamento

hT'Þa;w

E tu

WNp,îWvT.

Le comprimerai, le ridurrai

`bqE)[

Le conseguenze (delle sue scelte)

 

 

 

 

3:16 Alla facoltà di intendere e volere disse, Io moltiplicherò l’estensione dei tuoi sensi coordinati e delle tue concezioni; nella sensibilità coordinata concepirai l’intelligenza, e sarai congiunta all’essere umano, così che egli si rappresenterà in te.

3:16 Alla donna disse: 'Io moltiplicherò grandemente le tue pene e i dolori della tua gravidanza; con dolore partorirai figliuoli; i tuoi desiderî si volgeranno verso il tuo marito, ed egli dominerà su te'.

 

 

hV'äaih'-la

E alla facoltà di intendere e volere

rm;ªa',(

Disse

hB'Ûr>h;

Di propagazione, crescita, incremento [*]

hB,r>a;

Io propagherò, accrescerò, svilupperò [*]

%nEåAbC.[i

L’estensione dei tuoi sensi ordinati, regolati, disciplinati

%nEërohe(w>

E l’estensione delle tue concezioni

bc,[,ÞB.

Mediante, grazie ai sensi ordinati, regolati, disciplinati

ydIäl.Te

Emetterai, emanerai, genererai

~ynI+b'

Le concezioni intellettuali, i pensieri, le facoltà concettuali, intellettuali; l’intelligenza

‘%veyai-la,w

E verso il tuo essere (umano)

%teêq'WvåT

(Sarai) congiunta, riunita, appropriata, assorbita

aWhßw>.

Ed egli

`%B")-lv'myI.

Si rappresenterà in te; sarà l’incarnazione di te

[*] Questo è lo stile del narratore, usare verbi e nomi, provenienti dalla stessa radice, e ripeterli sotto diverse modificazioni. È una caratteristica importantissima per la comprensione e la conferma della traduzione.

 

 

 

 

3:17 E all’essere umano disse, poiché hai acquisito la facoltà di intendere e volere e ti sei completato con quella sostanza che ti avevo negato, è costituita la somiglianza nella manifestazione dei tuoi sensi; ti completerai in essa nella coordinazione della tua estensione fisica, in ogni giorno della tua esistenza.

3:17 E ad Adamo disse: 'Perché hai dato ascolto alla voce della tua moglie e hai mangiato del frutto dell'albero circa il quale io t'avevo dato quest'ordine: Non ne mangiare, il suolo sarà maledetto per causa tua; ne mangerai il frutto con affanno, tutti i giorni della tua vita.

 

~d"äa'l.W

E all’essere umano

rm;ªa'

Disse

éT'[.m;v'-yKi

Poiché hai disposto in te la sensibilità

lAqål

Verso la facoltà autonoma/meccanica che si dispiega

^T,v.ai

Della tua facoltà di intendere e volere

lk;aTo’w:

E ti sei alimentato

#[eêh'-!mi

Di quella sostanza fisica che cresce, si sviluppa consolidando

rv<Üa

La quale

^yti’yWIci

Io ti (avevo) indirizzato, diretto

rmoêal

Dicendo

al

Non

lk;Þato

Te ne alimentare

WNM,_mi

Di quel tipo

hr"ÛWra

(Sia) fortificata, rafforzata, prodotta, costituita, eccitata, accesa, animata, avviata, indotta, naturata

‘hm'd"a]h'

La somiglianza

. ^r<êWb[]B

Nella manifestazione, evidenza, esplicazione dei tuoi sensi

‘!AbC'[iB

Nella coordinazione dell’estensione fisica

hN"l,êk]aTo

Te ne perfezionerai, realizzerai

lK

In tutti

ymeîy

I giorni della; le manifestazioni luminoso della materia della

`^yY<)x

Tua esistenza

 

 

 

 

3:18 La natura, nella sua fertilità e abbondanza ciclica, avanzerà con avidità e forza per esistere; e ti nutrirai di ciò che cresce e si riproduce.

3:18 Esso ti produrrà spine e triboli, e tu mangerai l'erba dei campi;

 

#Aqïw>

E mietitura, raccolta

rD:ßr>d:w

E abbondanza costante; fecondità continua; l’abbondanza ciclica della natura

x:(ymiäc.T;

Di cui l’esistenza avanzerà con avidità, con forza

%l

Per te

T'Þl.k;a'w

E ti alimenterai di

bf,[eî-ta,

Ciò che cresce formandosi e che si riproduce

`hd<(F'h

Della natura

 

 

 

 

3:19 Nella realtà fisica, la tua causa finale, ti nutrirai per realizzarti nella somiglianza; poiché la tua essenza è stata tratta dalla somiglianza per manifestarsi fisicamente e attraverso la manifestazione fisica ti realizzerai.

3:19 mangerai il pane col sudore del tuo volto finché tu ritorni nella terra donde fosti tratto; perché sei polvere, e in polvere ritornerai'.

 

t[;ÛzEB

Nella manifestazione fisica e materiale della

‘^yP,’a

Tua causa finale; il tuo risultato, la finalità dello spirito tuo

lk;aToå

Ti compirai, ti completerai, perfezionerai, realizzerai

~x,l

Di alimenti

d[;

Fino a

‘^b.Wv

Svilupparti, fecondarti, produrti, generarti

hm'êd"a]h'ä-la

Attraverso la somiglianza

yKiî,)

Poiché

hN"M<ßmi

Per quella immagine, idea, qualità, specie

T'x.Q"+lu

Sei stato tratto

rp"å['-yKi

Quale manifestazione fisica e sensibile

hT'a

L’essenza di te

rp"ß['-la,w>;ê

E attraverso la manifestazione fisica e sensibile

`bWv)T'

Sarai sviluppato, fecondato, prodotto, generato

 

 

 

 

3:20 Allora l’essere umano chiamò percezione dell’esistenza la propria facoltà di intendere e volere, perché fu lei l’origine di tutto ciò che la rivela ai sensi.

3:20 E l'uomo pose nome Eva alla sua moglie, perch'è stata la madre di tutti i viventi.

 

ar"óq.YIw:

Ed egli caratterizzò, attribuì

~d"²a'h'(

L’essere umano

~veî

Nome

ATßv.ai

Alla sua facoltà di intendere e volere

hW"+x

Rivelazione dell’esistenza; manifestazione, evidenza dell’esistenza [1]

yK

Poiché

awhiî

Lei

ht'Þy>h")

È stata lei

~aeî

La causa, l’origine, la matrice

`yx'(-lK'

Di tutta la percezione dell’esistenza manifesta; di tutto ciò che la annuncia ai sensi

[1] "E poi l’Eterno Dio disse, non è bene che l’essere umano sia isolato...ma in tutta la Natura non si trovò quella forza propria, quale riflesso della sua personalità." La coscienza dovrebbe essere già presente nel momento in cui l’essere umano attribuisce dei nomi, a ciò che esiste in Natura e anche la facoltà di intendere e volere ne è provvista ma solo ora l’essere umano la identifica col nome che significa, la percezione che gli esseri umani hanno dell’esistenza: Tutto ciò che rende l’esistenza manifesta e patente, tutto ciò che la annuncia ai sensi; il nome usato come verbo esprime l’azione di scoprire ciò che era nascosto, di rendere evidente, manifesto.

 

 

 

 

3:21 E l’Eterno Dio fece, come aveva detto all’essere umano e alla sua facoltà di intendere e volere, quell’aggiunta di potere e di sviluppo alle loro facoltà vitali.

3:21 E l'Eterno Iddio fece ad Adamo e alla sua moglie delle tuniche di pelle, e li vestì.

 

 

f[;Y:w

E fece

hw"“hy

L’Eterno

~yhiøl{a/

Dio

~d"óa'l

Per l’essere umano

AT±v.ail.W.

E la sua facoltà di intendere e volere

tAnðt.K'

Quell’assimilazione di sostanza aggiunta, di corporeità crescente

rA[

Di potere, di attività, di azione

`~ve(Bil.Y:w:

E sviluppò i loro principi vitali

 

 

 

 

3:22 Poi l’Eterno Dio disse, l’essere umano è diventato come noi, cosciente della generazione e le forme fisiche; perciò, affinché non tenda le sue facoltà anche alla sostanza della vita, e viva in questa condizione incompleta;

3:22 Poi l'Eterno Iddio disse: 'Ecco, l'uomo è diventato come uno di noi, quanto a conoscenza del bene e del male. Guardiamo ch'egli non stenda la mano e prenda anche del frutto dell'albero della vita, e ne mangi, e viva in perpetuo.

 

rm,aYOæw

E disse

hw"åhy

L’Eterno

~yhiªl{a

Dio

!h

Adesso

‘~d"a'h'

L’essere umano

hy"h'

Esiste

dx;äa;K

Come uno

WNM,êmi

Del nostro genere

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In quanto a manifestazione e apparenza del

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Generazione e dell’effetto prodotto

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E (in ciò che) determina, origina, emana le sensazioni, la realtà fisica, la realtà materiale

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E ora

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Affinché non cerchi di esistere, non tenda verso l’esistenza

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(Mediante) la sua facoltà, forza, potere di agire

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E prenda

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Anche

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Della sostanza fisica che cresce, si sviluppa consolidando del

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La vita (plurale)

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E si alimenti

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E viva, esista

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Per il futuro; l’estensione universalizzata del tempo

 

 

 

 

3:23 l’Eterno Dio diresse l’esistenza dell’essere umano fuori dal corpo soggetto al tempo, per produrre la distinzione individuale, nella somiglianza (a Dio) dalla quale era stato tratto.

3:23 Perciò l'Eterno Iddio mandò via l'uomo dal giardino d'Eden, perché lavorasse la terra donde era stato tratto.

 

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E gli diresse l’esistenza

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L’Eterno

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Dio

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Fuori dal corpo organico soggetto al tempo

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Per la distinzione fisica individuale

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(Attraverso) l’essenza della somiglianza

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Da cui

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(Era stato) tratto

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Da li

 

 

 

 

3:24 E riportò l’essere umano alla sua essenza; e dispose, per l’origine del corpo soggetto al tempo, l’acquisizione della crescita che conforma e la gradualità, nell’incremento degli esseri viventi, per la generazione ciclica della vita.

3:24 Così egli scacciò l'uomo; e pose ad oriente del giardino d'Eden i cherubini, che vibravano da ogni parte una spada fiammeggiante, per custodire la via dell'albero della vita.

 

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E riportò, reiterò al principio agente

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L’essenza dell’essere umano

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E costituì, dispose

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Per l’inizio, l’origine

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Del corpo organico soggetto al tempo

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La crescita che conforma

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E l’essenza

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Della gradualità al moto senza fine della vita

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Dell’incremento dell’esistenza

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Che viene concepito, ottenuto, assimilato

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Per guidare, gestire

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Il modo, la via della

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Sostanza fisica che cresce, si sviluppa consolidando

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La vita (plurale)

 

 

 

 

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